Perfino l’Italia di Machiavelli era meno corrotta di questa



Per celebrare l’acquisizione del fondo librario di Carlo Dionisotti, (Torino 1908-Londra 1998), che le figlie, grazie alla saggia intercessione di Carlo Ossola, hanno generosamente donato alla Biblioteca dell’Università della Svizzera Italiana, l’Istituto di Studi Italiani, in collaborazione con la Rete Due della radio ticinese, promuove un ciclo d’incontri (retedue@rsi.ch) che si concluderanno il 31 ottobre con la presentazione ufficiale  del Fondo Dionisotti. La giovane Università della Svizzera Italiana guadagna un notevole patrimonio librario; e le vecchie università italiane perdono una preziosa occasione per mettere a disposizione degli studiosi i libri di uno dei maestri del Novecento.

Machiavelli: potere e libertà

DIPARTIMENTO DI SCIENZE UMANISTICHE (DISUM)
 
Machiavelli: Potere e Libertà
Giornate di studio e incontri (15-17 maggio 2017)
Scuola Superiore dell’Università di Catania
Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania
FIR d’Ateneo Le relazioni pericolose. Libertine, libertini e libertà

Essere antifascisti oggi

27 maggio, giornata antifascista. È la proposta-appello lanciata dall’ANPI nazionale davanti al sotterraneo ma crescente sviluppo delle presenze e delle iniziative delle centinaia di organizzazioni/associazioni/gruppi/bande neofasciste e neonaziste che operano in Italia. Questa realtà non è confermata soltanto dalla loro debordante attività sulla pagine Facebook, come rivelato dall’inchiesta di Patria Indipendente sulla “galassia nera” (http://www.patriaindipendente.it/idee/copertine/cronache-dalla-galassia-nera/), ma anche dai loro comportamenti “reali”, come la recente aggressione avvenuta nel Varesotto ai danni del partigiano Pippo mentre parlava della Resistenza ad un gruppo di scouts o le continue intimidazioni al giornalista di Repubblica Paolo Berizzi, reo di fare giornalismo d’inchiesta esplorando il sottobosco neonazista del nord del Paese.
Insomma, è giunto il momento di segnalare il pericolo ai cittadini e a tutte le forze democratiche – associazioni, partiti storici, nuove aggregazioni politiche – affinché si prenda piena coscienza della natura del fenomeno e si intervenga di conseguenza nella società e nelle istituzioni.
Questo è lo spirito di una giornata che vedrà svolgersi in parallelo una serie di iniziative locali e un seminario nazionale. Fra le tante iniziative locali segnaliamo quelle in calendario a Asti, Catanzaro, Dongo (Como), Ferrara, Arenzano (Genova), Marcon e Mira (Venezia), Genova, Potenza Picena (Macerata), Milano, Genzano (Roma), Roma, Rovigo, Torino, Verbania, Verona. Il seminario nazionale si svolgerà a Roma all’hotel Radisson Blu, in via Filippo Turati 171. Nella sessione della mattina si analizzerà il fenomeno nel tempo (fascismo di ieri e fascismi di oggi) e nello spazio (Italia e Europa). Seguirà nel pomeriggio una sessione “propositiva”, insomma il “che fare” e, in conclusione, la costituzione di un gruppo di lavoro che stenderà un documento in merito alle proposte dell’ANPI.
Dunque un seminario di riflessione e di proposta sotto la “guida” di una serie di (brevi) relazioni di qualità: in mattinata Claudio Silingardi sul tema Il volto vero del fascismo “classico”, Guido Caldiron su La “galassia nera e le ragioni dell’attrazione, Claudio Vercelli su La destra “nera” in Europa, Amalia Signorelli su L’humus politico, economico e sociale come fonte di rischio; nel pomeriggio Piero Ignazi su Verso un “patriottismo costituzionale”, Nadia Urbinati su Come contrapporsi alla forza di attrazione con strumenti formativi-educativi, Furio Honsell su Come contrapporsi sul territorio, Maurizio Viroli su Come contrapporsi sul piano culturale, etico e sociale: la coscienza civile, Alessandra Galluccio su Il ruolo delle istituzioni e gli strumenti giuridici. Le due sessioni saranno presiedute rispettivamente da Luciano Guerzoni a Albertina Soliani. Introdurrà e concluderà il Presidente nazionale dell’ANPI Carlo Smuraglia.
Tutte le iniziative sono progressivamente segnalate sul sito dell’ANPI nazionale (http://www.anpi.it/).

Link: http://www.patriaindipendente.it/idee/copertine/lappuntamento/

Pidini, i compatrioti della République


La descrizione più calzante possibile del PD è tutta in una memorabile strofa di Francesco De Gregori “E non sei niente ma fai di tutto per sembrare qualcosa” (Vecchi amici, Canzoni d’amore, 1992). Poiché non è niente – senza ideali, senza cultura politica, spesso senza cultura in generale, senza memorie, senza storia, soltanto pieno di fame di governo e dell’arroganza dei bambini che lo comandano a bacchetta – per cercare di sembrare qualcosa può solo imitare.

25 aprile, senza PD è anche meglio

Quando i cittadini non vogliono o non sanno ricordare con solennità e senza vuota retorica le date che segnano la nascita della loro libertà, è impossibile che sappiano vivere liberi. Dimenticare o celebrare svogliatamente, per pura abitudine, il 25 aprile o il 2 giugno vuol dire essere ingrati: non riconoscere il bene ricevuto e non volerlo in alcun modo restituire a chi verrà dopo di noi. Vivere liberi esige quella grandezza e nobiltà d’animo che dà ai cittadini la forza per difendere il bene comune da chi vuole farsi padrone della Repubblica. Per questa ragione gli ingrati, con il loro animo meschino, non possono vivere liberi.

La scoperta della libertà



Per molti della mia generazione la lettura degli scritti di Antonio Gramsci ha avuto l’effetto di una liberazione dal marxismo-leninismo banale e dogmatico che teneva banco, alla fine degli anni’60, fra i movimenti della sinistra extraparlamentare. Non ho prove storiche da offrire, ma credo che molti giovani si siano avvicinati al PCI anche perché quel partito si proclamava erede di Gramsci e si impegnava attivamente a farne conoscere gli scritti. Nel 1975 esce infatti per Einaudi, sotto l’egida dell’Istituto Gramsci, la prima edizione critica dei Quaderni del carcere, a cura di Valentino Gerratana. Su quei quattro volumi furono promosse molte iniziative e si aprì un importante dibattito culturale e politico sul concetto di egemonia, sul rapporto fra democrazia e socialismo, sul ruolo e la natura del partito, sulla Rivoluzione d’Ottobre, sugli intellettuali, sulla storia d’Italia, sulla questione meridionale.

Advice from Italy’s (In)famous Military Strategist

While Machiavelli’s reputation is that of a ruthless political advisor and theorist, UT Professor Maurizio Viroli — recognized as the world’s leading authority on his life and writings — insists his legacy is misconstrued.
Niccolò Machiavelli was a high-ranking military strategist in Florence, Italy, and, says Viroli, impeccably honest. It was that blunt, forthright manner that Machiavelli himself blamed for his removal from office in 1512 — and it’s his unapologetic tone that’s made him famous (or infamous) 500 years later.
Whether it’s Machiavelli's style or substance that makes readers bristle, Viroli says there is no doubt he was politically astute. What’s more, he possessed “a rare wisdom of life — that is to say, the wisdom that would teach us to live a meaningful life.”
The problem for those in industry, says Viroli, is that Machiavelli knew nothing of business, nor was he even tempted to learn. But most pieces of usable wisdom often have applications beyond their intended topic. Viroli, who taught at Princeton before joining the Liberal Arts faculty at UT, cautions that before dissecting Machiavelli’s writings, one thing above all must be remembered: He aimed to inspire and instruct great political leaders, not the ordinary or mediocre. “If we want to apply his counsel to business, it must be to inspire great leaders — a prince of business.” Can it be done?
“Let’s see,” says Viroli. “You judge.”