Cesenatico, 14 settembre




14 settembre
Cesenatico - Teatro comunale
ore 18.30

Sessantaminuti con Maurizio Viroli
La rottura dei valori: etica del servizio e leadership politica

Link: https://www.scuoladipolitiche.eu/it/summer-school/summer-school-2017/ 
Scarica QUI il programma completo della manifestazione

 

Trani, 22 settembre

22 settembre 2017
Lezione
La bellezza del vivere libero
con Maurizio Viroli
10:00 Palazzo delle Arti Beltrani - Trani
“Noi amiamo la bellezza” spiega Pericle nella sua celebre orazione in elogio alla democrazia ateniese riportata da Tucidide nella sua storia della Guerra del Peloponneso. Nasce da questo testo la tradizione intellettuale che sottolinea il profondo legame che unisce l’amore della bellezza e l’amore del vivere libero.

Link al programma completo della manifestazione: QUI

Pisa, 16 settembre



Carlo Azeglio Ciampi è stato uno degli allievi di cui la Scuola Normale Superiore va più fiera. Il suo attaccamento alle istituzioni repubblicane; la dedizione, la competenza che tutti gli riconoscono nello svolgimento degli incarichi ricoperti prima in Banca d’Italia e successivamente come Presidente del Consiglio e Presidente della Repubblica, sono stati sempre accompagnati da una profonda umanità, dal confronto aperto e leale con gli altri come metodo di lavoro, dal profondo rispetto per le istituzioni repubblicane e dall’amore per la patria (valore, quest’ultimo, che seppe riportare magistralmente in auge).

Fascisti e cristiani



Intervistato dalla giornalista del ‘Fatto’ Emilia Trevisani, fuori dalla chiesa di don Massimo Biancalani a Pistoia, un giovanotto di ‘Forza Nuova’ ha affermato che “un fascista è un buon cattolico”. Cosa intenda per ‘cattolico’ non so e non mi interessa sapere. Quel che è certo, è che un fascista non può essere cristiano, se essere cristiano vuol dire vivere l’insegnamento di Cristo. Il cristianesimo afferma che esiste un solo Dio, ama la libertà politica e morale, predica la carità, la pace, la fratellanza degli esseri umani, l’uguale dignità di tutti; il fascismo eleva lo stato totalitario a divinità da adorare, detesta la libertà politica e morale e la vuole piegata all’esigenza superiore della disciplina imposta con la forza, disprezza la carità (leggete cosa scriveva Giovanni Gentile), ama la guerra come esperienza mistica nella quale eccelle la forza degli individui e dei popoli, disprezza i deboli, farnetica di razze superiori (destinate a comandare) e razze inferiori (destinate a obbedire).

Machiavelli, "Principe" delle osterie e del canto



Non c’è niente di meglio delle commedie, come lettura estiva, specialmente se sono opere che oltre a rallegrare, aiutano a capire la vita politica e la vita di tutti i giorni. Fra tutte, le commedie di Machiavelli hanno pochi rivali quanto a dilettare e a istruire. Se poi sono presentate e commentate in maniera magistrale, come la nuova edizione delle opere teatrali curata da Pasquale Stoppelli, emerito della Sapienza di Roma, per l’Edizione Nazionale (Salerno Editrice, Roma), il piacere della lettura è assicurato. L’ ‘Introduzione’ regala infatti alcune perle di saggezza interpretativa che permettono di gustare in maniere nuova la bellezza e la profondità dei testi machiavelliani e gettano nuova luce su un tema che ha intrigato e tutt’ora intriga i lettori, vale a dire il rapporto fra il Machiavelli scrittore di politica e di storia e il Machiavelli autore di commedie.

Combattere i nuovi fascismi è dovere, lo impone la Carta

Di certo non era sua intenzione, ma l’articolo di Antonio Padellaro, (Il Fatto Quotidiano, 14 luglio 2017) pare un invito alla rassegnazione di fronte all’avanzata del fascismo del terzo millennio. “Il fascismo del presente, osserva Padellaro, vive e lotta a pieno titolo nelle istituzioni democratiche”, e dunque, “vorremmo chiedere pacatamente a Fiano come sia possibile oggi impedire ai corpi militarizzati di Casa Pound di esibire labari e braccia tese nelle sfilate per le strade di Roma o di Milano”.
Ha un senso, si chiede Padellaro, chiudere la stalla quando i buoi sono scappati da quel dì, e ci riferiamo ai tanti giovanotti e giovanotte che in quei lugubri raduni inneggiano al duce senza averne la minima cognizione storica?”. Non solo ha un senso, ma è dovere preciso di chi governa e di chi ci rappresenta rispettare il dettato esplicitamente antifascista della nostra Costituzione, e dotare la Repubblica delle leggi necessarie per cacciare in carcere chiunque esibisca un simbolo fascista o saluti romanamente. Non farlo vorrebbe dire ripetere un errore simile a quello di quell’inetto di re Vittorio Emanuele III che rifiutò di firmare la dichiarazione dello stato di guerra per fermare la marcia su Roma.
Il nuovo fascismo, qui Padellaro ha ragione, “cresce e prospera sullo sputtanamento progressivo della politica, sulla distruzione del lavoro, sulle guerre infinite tra i poveri italiani e gli immigrati ancora più disperati, sulla solitudine esistenziale”. Ma se tu impieghi tutta la forza della legge per impedire ai nuovi fascisti di fare propaganda, di organizzarsi, di esibire e diffondere i loro simboli è molto difficile che possano vincere.
La storia, ancora una volta, dovrebbe illuminarci: il fascismo in Italia ha vinto non perché era politicamente e militarmente più forte dello Stato liberale (due compagnie di carabinieri sarebbero state sufficienti a fare scappare tutti gli squadristi), ma perché lo Stato liberale, sciaguratamente, decise di non usare la forza per combatterlo.
Per usare in modo legittimo ed efficace la forza, lo Stato repubblicano ha bisogno di leggi. Le leggi Scelba e Mancino, in attuazione della disposizione finale XII della Costituzione che vieta la ricostituzione sotto qualsiasi forma del disciolto partito fascista, sono buone. Ma, e qui sono in disaccordo con Marco Travaglio (Il Fatto Quotidiano, 12 luglio 2017) non bastano per reprimere la propaganda fascista e nazista.
La proposta di legge Fiano a integrazione dell’articolo 293 del codice Penale rafforza saggiamente le leggi esistenti e dunque va approvata il più rapidamente possibile, e poi attuata con inflessibile rigore, se vogliamo almeno tentare di sradicare il nuovo fascismo.
Sconfiggere il nuovo fascismo, non è problema che tocca Beppe Grillo. “L’antifascismo – ha dichiarato ad un intervistatore – non mi compete”. Questa frase dimostra che Grillo non ha capito che l’anti-fascismo è il principio che ispira la nostra Costituzione e il fondamento morale della nostra Repubblica.
Un uomo con queste idee non può governare e non possono governare quelli che lo seguono, se condividono la sua indifferenza verso l’anti-fascismo, che poi è indifferenza verso il fascismo. E pare proprio che sia così, visto che gli M5s hanno definito “sostanzialmente liberticida” la proposta Fiano. Non capiscono che se i nuovi fascisti vinceranno, distruggeranno tutte le nostre libertà e dunque è perfettamente legittimo togliere loro alcune delle libertà garantite a tutti gli altri cittadini. Prima viene la salvezza della Repubblica, poi la libertà illimitata di espressione dei gruppi che vogliono distruggerla. Ha ragione Daniela Ranieri a scrivere che in tutta la vicenda “l’ipocrisia regna sovrana”(Il Fatto Quotidiano, 11 luglio 2017) e a sostenere che Renzi è diventato paladino della proposta di legge Fiano per guadagnare consensi e per approfittare dell’errore dei Cinque Stelle. Ma queste non sono buone ragioni per non difendere una proposta di legge che renderebbe più forte l’antifascismo vero. “Si rassegni all’idea che ci siano tanti seguaci del Fascismo" ha scritto un lettore a Furio Colombo (Il Fatto Quotidiano, 14 luglio, 2017). Avesse scritto a me avrei risposto che diventerebbero in breve tempo assai pochi, se lo Stato repubblicano impiegasse contro di loro tutta la sua forza con la massima intransigenza.

Lecture, The Hebrew University of Jerusalem

Lecture series on political thought and intellectual history

Wed, 21/06/2017 - 16:30 to 18:00
Location: Room 4326, Social Science

Maurizio Viroli
University of Texas-Austin, Univesrità della Svizzera italiana

Machiavelli’s Prophetic Politics
Discussant: Nicole Hochner